La dea Flora

Flora era un’antica divinità dell’Italia centrale che regolava lo sbocciare dei fiori ed è stata associata, in un secondo momento, alla primavera giacché presiedeva, in senso lato, al risveglio primaverile ed a tutto ciò che sboccia: la gioventù, i sensi amorosi, le belle speranze. Flora aveva un carattere gioioso cui univa scanzonata malizia.
Flora potrebbe, forse, derivare dalla divinità etrusca Feronia, ma era comunemente associata alla greca Chloris.
La dea era venerata nel Lucus degli Arvali, ove presiedeva Il Flamine floreale (sacerdote dell’antica  Roma  preposto al suo culto) ed era uno dei dodici flamine che, in qualche evento straordinario, ricevevano dei sacrifici espiatori. Il suo culto era celebrato soprattutto nel mese di aprile. Aveva un tempio sul Quirinale, e un flamen minore serviva questo tempio.
Nel 238 a. C. il suo culto è stato cambiato, e Flora ebbe un nuovo santuario nel Circo Massimo.

Per la festa della dea, e stata fissata la data del 28 aprile e con questa festa avevano inizio i Floralia.
Lo spettacolo dei fiori che aveva, inizialmente un carattere rurale e popolare, ma presto divenne erotico e licenzioso. I giovani s’inghirlandavano con fiori senza timore di apparire vanitosi, scambiandosi petali e corone, o anche fave, piselli e lupini. La celebrazione culminava in danze licenziose.
La maggior parte delle statue che portano il nome di Flora sono solo adattamenti di statue greche. La più famosa è la statua colossale del Museo di Napoli, noto come la Flora Farnese, che è stato trovata nelle Terme di Caracalla. Alcuni archeologi la considerano come un drappeggio di Venere anche perchè la testa, il braccio destro con la spalla, l’avambraccio sinistro con ghirlanda e i piedi della statua sono dei restauri.

Ecco due pitture ed una incisione che mi piace sottoporvi:

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