Borea, vento del nord

Heinrich Lossow - Borea rapisce Orizia

Oggi veniamo sballottati da notizie che si inseguono sovrapponendosi ed inducendoci ad aumentare la nostra velocità di “zapping” senza permetterci di conoscere chi ci circonda; ieri, se una brezza ci carezzava il collo sapevamo che era uno dei quattro fratelli che rappresentavano i Venti principali. Oggi parliamo di Borea, il  figlio di Astreo e di Eos (Aurora), fratello di Noto, Apeliote e Zefiro. Rapì Orizia, la figlia di re Eretteo, dalla quale ebbe numerosi figli: Chione, Emo, Calaide,  Zete e Cleopatra.

La Tracia era il luogo ove più si venerava Borea che era adorato anche  in diversi altri paesi.

In ricordo del presunto aiuto dato da Borea agli Ateniesi, nella Battaglia di Capo Artemisio  per sconfiggere la flotta persiana, furono istituite le Boreasmi, feste in suo onore. Ad Atene aveva un tempio vicino all’Ilissos. Borea si rappresentava come un vecchio cupo, alato, barba e capelli coperti di neve. Talvolta aveva dei serpenti a guisa di gambe.

Calaide e Zete aiutano Fineo - Cratere a colonne, c. 460 a.C., Louvre

Ai figli di Borea, Calaide e Zete, appena diventati adulti, spuntarono le ali e furono scelti da Giasone per partecipare alla missione del recupero del vello d’oro. Appena gli argonauti approdarono a Salmidesso, Giasone incontrò il re Fineo, figlio di Agenore. Gli chiese informazioni sul vello d’oro e lui disse che avrebbe risposto se lo avessero liberato dalle arpie che lo tormentavano da tempo. Subito Calaide e Zete si misero in volo con armi in mano e fecero fuggire lontano le orride creature. In seguito furono loro a liberare i figli di Fineo, avuti da Cleopatra e imprigionati per colpa di Idea.

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