La suora dei “ventitre anni”

Il fantasma del "Teatro Massimo" di Palermo

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La suora dei “ventitre anni”

A volte poteva accadere, prima che il caos ci invadesse, di passeggiare nel salotto di Palermo. Per noi palermitani il “salotto” era, o forse lo è ancora, il tratto di strade e stradine comprese tra i teatri Massimo e Politeama. Queste righe vogliono ricordare quando aleggia, guardando il teatro Massimo, la presenza di uno spettro. Occorre ricordare che, per costruire il nostro tempio della musica lirica, il comune di Palermo decise di abbattere la Chiesa ed il Monastero delle Stimmate di S. Francesco, la Chiesa e Monastero delle Vergini Teatine dell'Immacolata Concezione, la Chiesa di Santa Marta e la Chiesa di Sant'Agata di Scorruggi delle Mura che occupavano un'area di circa 25.000 metri quadrati al centro di Palermo che sorgevano nell’area interessata alla realizzazione dell’opera. Siamo alla fine dell’Ottocento e sin qui è storia. Quello che va verso il “diciamo” è che nel corso delle demolizioni fu involontariamente profanata la tomba di una suora che, disturbata nel suo eterno riposo, volle ostacolare l’opera dell’uomo manifestando la sua presenza ammonitrice. Infatti, nel “si dice” ricordiamo che l’ombra di una suora di bassa statura sarebbe apparsa diverse volte sul palcoscenico, tra le quinte e nei sotterranei dove erano udibili rumori misteriosi. Il fantasma sembra che si aggiri irrequieto per il teatro lanciando maledizioni. Infatti, si narra che sia stata colpa del Fantasma se il teatro fu costruito in 23 anni e in altrettanti anni rimase chiuso per restauri. Il teatro sembra tornato alla sua interessantissima attività, ma noi non possiamo far altro che adire ai debiti scongiuri e non pensare a cosa accadrà che durerà ancora ventitre anni.

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