I segreti del gigantesco asteroide Vesta

Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA.

I risultati di veicolo spaziale Dawn della NASArivelano nuovi dettagli sul gigantesco asteroideVesta, compresa la sua variegata composizione della superficie, brusche variazioni di temperatura e gli indizi sulla sua struttura interna. I risultati sono stati presentati al meeting a Vienna, in Austria, e aiuteranno gli scienziati a comprendere meglio il sistema solare e dei processi che hanno dominato la sua formazione.

I ricercatori hanno anche visto rocce fuse ottenute durante gli impatti dei detriti spaziali. Molti dei materiali visti sono costituiti da minerali di ferro e ricchi di magnesio, che spesso si trovano in rocce vulcaniche della Terra. “Dawn ci permette oggi di studiare la varietà delle miscele di rocce che compongono la superficie di Vesta in grande dettaglio“, ha detto Harald Hiesinger, scienziato alla Munster University in Germania. “Le immagini suggeriscono una straordinaria varietà di processi che dipingono la superficie di Vesta“. All’interno del cratere Tarpea, nei pressi del polo sud dell’asteroide, le immagini hanno rivelato bande di minerali che appaiono come strati brillanti sui pendii ripidi. La stratificazione esposta permette agli scienziati di vedere più indietro nella storia geologica del gigantesco asteroide.

Dawn ha dato agli scienziati una visione in 3-D della struttura interna di Vesta e attraverso misure ultra-sensibili sulla forza gravitazionale dell’asteroide a bordo della sonda Dawn,  è stato possibile rilevare la densità inusuale presente all’interno dei suoi strati esterni. I dati mostrano una zona anomala nei pressi del Polo Sud di Vesta, suggerendo la presenza di materiale più denso esposto all’impatto, che ha creato un’area denominata bacino Rheasilvia. Dawn ha inoltre ottenuto le mappe con la più alta risoluzione di temperatura superficiale di qualsiasi altro asteroide visitato da un veicolo spaziale.

I dati rivelano che le temperature possono variare da -23°Cnelle aree più assolate, ai -100°C nelle zone in ombra. Questi risultati mostrano che la superficie risponde rapidamente verso l’illuminazione senza alcun effetto mitigante di un’atmosfera. “Dopo oltre nove mesi, la sonda ha permesso di risolvere gli strati di mistero che circondanavano questo asteroide, visto per la prima volta dal genere umano come un semplice puntino luminoso nel cielo notturno”, ha detto Carol Raymond, vice ricercatore principale della Jet Propulsion Laboratory di Pasadena della NASA, in California. Il prossimo incarico della sonda sarà quello di studiare Cerere nel 2015.

fonte: meteoweb.eu

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